l'Angolo del Libro
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Il Libro del Mese
L'informazione è passata dall'era del piombo all'era di vetro: trasparente e infinitamente riciclabile, però più fragile.
Dall'autore del "Breve trattato sulla decrescita serena", ecco un saggio di interrogazione radicale sul terreno di una delle "invenzioni" cruciali della modernità.
"Era un uomo!" dice Amleto a Orazio a proposito del padre defunto. Ma che cosa fa di qualcuno "un uomo", qual è la caratteristica che, persino di fronte a un nemico mortale, ci fa sentire in presenza di un "vero uomo"?
I Libri
L'informazione è passata dall'era del piombo all'era di vetro: trasparente e infinitamente riciclabile, però più fragile.
Dall'autore del "Breve trattato sulla decrescita serena", ecco un saggio di interrogazione radicale sul terreno di una delle "invenzioni" cruciali della modernità.
"Era un uomo!" dice Amleto a Orazio a proposito del padre defunto. Ma che cosa fa di qualcuno "un uomo", qual è la caratteristica che, persino di fronte a un nemico mortale, ci fa sentire in presenza di un "vero uomo"?
La storia della tomba di Alessandro è la storia di un'avventura. Districare le infinite leggende dai fatti, interpretare le fonti storiche, lacunose e contraddittorie, addentrarsi nel mito equivale a muoversi verso "una meta enigmatica e sfuggente come i miraggi del deserto". Con l'affermarsi del cristianesimo, infatti, il sepolcro di Alessandro, eretto nella città che portava il suo nome e oggetto di venerazione e visite continue per sette lunghi secoli, in pochi anni cadde nell'oblio.
Nei villaggi delle Alpujarras è esploso il grido della ribellione. Stanchi di ingiustizie e umiliazioni, i moriscos si battono contro i cristiani che li hanno costretti alla conversione. È il 1568. Tra i rivoltosi musulmani spicca un ragazzo di quattordici anni dagli occhi incredibilmente azzurri.
Joaquin Navarro-Valls è uno dei collaboratori più conosciuti di papa Giovanni Paolo II. Direttore della pontificia Sala Stampa dal 1984 al 2006, il suo volto e le inflessioni iberiche del suo parlare richiamano immediatamente alla nostra memoria immagini, occasioni, momenti storici di cui papa Wojtyla è stato protagonista, e Navarro-Valls testimone d'eccezione.
"Avevo diciassette anni quando ho iniziato a scrivere i miei primi articoli, era il 1937, e a ventuno ero giornalista professionista. Sono entrato nel mondo della stampa dalla porta principale. Non lo dico per orgoglio, ma perché non conoscevo proprio nessuno che potesse aiutarmi." È con questo spirito che Enzo Biagi ha affrontato il Novecento: una grande voglia di raccontare il nostro tempo e un'inimitabile capacità di aiutarci a comprenderlo.
Il DVD è il racconto di una storia emotiva del secolo scorso. I giochi dei bambini di una volta, la paura dei bombardamenti, l'emozione di un viaggio di nozze in 500. La storia sono i cadaveri per le strade di Caltanissetta visti da un bambino una mattina di guerra, è il canto Lili Marlene dei tedeschi accampati una notte in Lucania.
Di solito si pensa che le guerre civili siano un affare per maschi. Questi tre romanzi di Giampaolo Pansa dimostrano il contrario: le prime vittime di una guerra sono le donne, anche quelle che decidono di gettarsi nella mischia.
Sono passati quindici anni dalla terribile estate che, con i due attentati di Punta Raisi e di via d'Amelio, segnò forse il momento più drammatico della lotta contro la mafia in Sicilia. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino restano due simboli, non solo dell'antimafia, ma anche di uno Stato italiano che, grazie a loro, seppe ritrovare una serietà e un'onestà senza compromessi.
"Il piombo e la celtica" è quasi un action movie, popolato da figure che sembrano uscite da un romanzo noir e ambientato fra sparatorie, rapine, evasioni e (tanti) morti ammazzati.
Il racconto parte dall'espolosione del Settantasette: una nuova generazione di arrabbiati conquista la scena e in nome del credo politico, a destra come a sinistra, non esita a scegliere la strada della violenza e dell'illegalità
Sottoporre a revisione la storia è il compito stesso degli studiosi, essendo la storiografia nient'altro che una costante riscrittura della storia. Perché, dunque, degli storici come gli autori di questo libro dovrebbero schierarsi contro il "revisionismo"?
Perché sotto questo termine si è delineato, nel corso degli ultimi decenni in Italia e nel mondo, un "uso politico della storia" che ha poco a che fare con la ricerca storiografica.
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